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  1. #1
    Junior
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    Predefinito Quanto guadagna un biologo?In quale ambito lavorativo è maggiormente pagato?

    E' vero che bisogna indirizzare le proprie scelte in base alle passioni, ma è anche vero che in Italia ci troviamo spesso di fronte a situazioni in cui il biologo lavora tanto ed è pagato poco.
    E' anche vero che la biologia non è la giusta via per chi vuole far soldi in Italia.
    Se io volessi continuare biologia per passione, trovando un equilibrio tra far ciò che mi piace e denaro, in quale ambito della biologia mi consigliereste di continuare?

    Io attualmente faccio il secondo anno di biologia a Milano e adesso devo scegliere un percorso tra biomolecolare, ecologico e fisiopatologico, ma non vorrei farmi un mazzo tanto per dare 40 materie per poi lavorare in un ambito in cui mi pagherebbero appena mille euro.

    Cosa mi consigliate di fare dopo la laurea? Quale lavoro è maggiormente retribuito in biologia e quanto si guadagna in media?
    E con la specializzazione?

  2. #2
    Senior L'avatar di nmda
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    Quote Originariamente inviata da nicotinammide Visualizza il messaggio
    E' vero che bisogna indirizzare le proprie scelte in base alle passioni, ma è anche vero che in Italia ci troviamo spesso di fronte a situazioni in cui il biologo lavora tanto ed è pagato poco.
    E' anche vero che la biologia non è la giusta via per chi vuole far soldi in Italia.
    Se io volessi continuare biologia per passione, trovando un equilibrio tra far ciò che mi piace e denaro, in quale ambito della biologia mi consigliereste di continuare?

    Io attualmente faccio il secondo anno di biologia a Milano e adesso devo scegliere un percorso tra biomolecolare, ecologico e fisiopatologico, ma non vorrei farmi un mazzo tanto per dare 40 materie per poi lavorare in un ambito in cui mi pagherebbero appena mille euro.

    Cosa mi consigliate di fare dopo la laurea? Quale lavoro è maggiormente retribuito in biologia e quanto si guadagna in media?
    E con la specializzazione?
    A mio modesto parere, guardando più che altro alla dinamica della scienza moderna, il futuro è nella biologia molecolare. Credo sia ragionevole pensare che i dindini si guadagnino in misura maggiore in questo ambito. Ma, purtroppo, la situazione italiana insegna che il futuro scientifico nel mondo in Italia è il futuro del futuro.

  3. #3
    frenzen
    Ospite

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    Io sono biologa marina molecolare, ovvero sono iscritta a Biologia Marina e faccio una tesi sperimentale sul DNA del Mar Nero e le implicazioni a livello evolutivo.....Sono ancora tesista, ma dobbiamo distinguere due cose:
    lavorare in ambito universitario
    lavorare in ambiente privato

    Nell'univ si va avanti a dottorati (uno può vincerlo anche a titolo gratuito, quindi non riceve un soldi per i 3 anni del dottorato) e poi si segue come assegnisti di ricerca. In questo caso si parte dai 1000 euro/mese che aumentano secondo tabelle in proporzione all'importanza degli studi, alle pubblicazioni, al prestigio delle riviste. Poi i miei prof sono anche presidenti di questa e quella associazione, vanno avanti e indietro per il mondo per partecipare a conferenze e seminari e tutto ciò fa curriculum. Se poi ci portano con loro alle campagne oceanografiche fa curriculum pure per noi e possiamo partire da un gradino più alto, se e quando vinceremo una borsa (non dilunghiamoci qui sul magna magna nell'assegnare i dottorati....)

    In ambito privato ovviamente si guadagna di più e più in fretta, ma una cosa che io non sopporto in ambito medico specialmente è la NON libertà delle proprie ricerche. Quando è un'industria farmaceutica a darti il pane, devi ottenere risultati che non contrastino con i fini dell'azienza stessa. Ti piacerebbe lavorare sui farmaci anti HIV? Se brevetti un farmaco sai che il 98% delle persone malate non potranno permetterselo, perché va contro i benefici dell'azienda. Sei obiettore di coscienza e non vuoi maltrattare i cagnolini? Sarà difficile trovare un'anzienda che non lo faccia, anche se esistono.
    Ci sono biologi marini che lavorano in industrie farmaceutiche perché dopo aver esplorato qualsiasi forma di vita sulla Terra per estrarre principi attivi per i medicinali, ora ricercano in mare (dal polo Nord al Sud passando per l'Equatore). Prendono tantissimo, calcolando le ore in immersione e protocolli completamente nuovi.

    Insomma, dipende uno fino a che punto vuole spingersi, quanto vuole ottenere e quando vuole dare, in quanto secondo me la biologia nn è fine a se stessa, da qualunque lato la prendi (ambientale, molecolare) ha come fine ultimo l'uomo, la natura e le sue risorse.

  4. #4
    ghiotts
    Ospite

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    Quote Originariamente inviata da frenzen Visualizza il messaggio
    Io sono biologa marina molecolare, ovvero sono iscritta a Biologia Marina e faccio una tesi sperimentale sul DNA del Mar Nero e le implicazioni a livello evolutivo.....Sono ancora tesista, ma dobbiamo distinguere due cose:
    lavorare in ambito universitario
    lavorare in ambiente privato

    Nell'univ si va avanti a dottorati (uno può vincerlo anche a titolo gratuito, quindi non riceve un soldi per i 3 anni del dottorato) e poi si segue come assegnisti di ricerca. In questo caso si parte dai 1000 euro/mese che aumentano secondo tabelle in proporzione all'importanza degli studi, alle pubblicazioni, al prestigio delle riviste. Poi i miei prof sono anche presidenti di questa e quella associazione, vanno avanti e indietro per il mondo per partecipare a conferenze e seminari e tutto ciò fa curriculum. Se poi ci portano con loro alle campagne oceanografiche fa curriculum pure per noi e possiamo partire da un gradino più alto, se e quando vinceremo una borsa (non dilunghiamoci qui sul magna magna nell'assegnare i dottorati....)

    In ambito privato ovviamente si guadagna di più e più in fretta, ma una cosa che io non sopporto in ambito medico specialmente è la NON libertà delle proprie ricerche. Quando è un'industria farmaceutica a darti il pane, devi ottenere risultati che non contrastino con i fini dell'azienza stessa. Ti piacerebbe lavorare sui farmaci anti HIV? Se brevetti un farmaco sai che il 98% delle persone malate non potranno permetterselo, perché va contro i benefici dell'azienda. Sei obiettore di coscienza e non vuoi maltrattare i cagnolini? Sarà difficile trovare un'anzienda che non lo faccia, anche se esistono.
    Ci sono biologi marini che lavorano in industrie farmaceutiche perché dopo aver esplorato qualsiasi forma di vita sulla Terra per estrarre principi attivi per i medicinali, ora ricercano in mare (dal polo Nord al Sud passando per l'Equatore). Prendono tantissimo, calcolando le ore in immersione e protocolli completamente nuovi.

    Insomma, dipende uno fino a che punto vuole spingersi, quanto vuole ottenere e quando vuole dare, in quanto secondo me la biologia nn è fine a se stessa, da qualunque lato la prendi (ambientale, molecolare) ha come fine ultimo l'uomo, la natura e le sue risorse.
    per biotecnologie come vedi la situazione?

  5. #5
    frenzen
    Ospite

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    Le biotecnologie hanno la sfortuna di essere così nuove che ancora non è ben chiaro fin dove possiamo spingerci. Io non ho niente in contrario contro gli OGM perché se l'alternativa è morire di fame....La gente purtroppo è ignorante, da alcune interviste leggo che la gente non mangerebbe OGM perché hanno i geni....ecco.....Noi siamo tutti OGM modificati dalla natura e dall'evoluzione e per fortuna!!
    Un OGM non è necessariamente una mela a cui metti geni dei pesci per non farla andare a male, può anche essere semplicemente attivare un gene per la resistenza ai parassiti che ha già, che si attiverebbe cmq tra qualche decina di migliaia di anni, ma di cui noi abbiamo bisogno ora e subito. Non esiste traccia del buon vecchio grano degli antichi Greci, l'unica varietà che abbiamo adesso è il frutto di una selezione (non in laboratorio, ma pur sempre una manipolazione) in cui nel tempo si è cominciato a piantare sempre la stessa varietà e mescolarla con poche altre: cose che facevano i nostri bisnonni, ma che inconsapevolmente facevano modificazioni genetiche.

    E' veramente l'ultima frontiera della sperimentazione, ma non si inizia sempre così?

    La biologia classica di adesso, era la biotecnologia di 100 anni fa, quando Koch, Pasteur e altri microbiologi facevano i loro esperimenti in laboratorio, tutti li prendevano per eretici e ora siamo tutti sani grazie ai loro vaccini per vaiolo, TBC e altre malattie e li studiamo nei libri.

    L'unica cosa è che noi siamo un pochino più consapevoli e soprattutto c'è un giro di soldi vertiginoso. Non credo che tutto quello che si vuole fare sia veramente necessario, diciamo che è sempre meglio sapere e mettere da parte e soprattutto mettere certe conoscenze in mano a chi ha la coscenza pulita.

    Le biotech non sono maligne in sé, è l'uso che se ne fa ad essere positivo o negativo.
    Per questo l'altra volta battevo il chiodo sull'importanza delle industrie farmaceutiche che non danno la libertà e non aiutano tutti. Ma io non so come facciano a dormire tranquilli sapendo che quello che producono è solo per ricchi!

    E ogni tanto un vaccino chimico in meno e giocare un po' di più nella terra per autovaccinarsi fa anche bene. I bambini di adesso si ammalano di più e sono più deboli perché al minimo starnuto le mamme danno le medicine e i batteri divengono più resistenti.

  6. #6
    Member L'avatar di mirtillacida
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    sono biotecnologa, lavoro nei brevetti per una farmaceutica e onestamente, dormo tranquilla.

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