mi potreste fare un confronto tra:
- la filosofia di eraclito e quella di zenone;
- la filosofia di parmenide e quella di pitagora
mi servirebbero punti in comune e differenze
mi potreste fare un confronto tra:
- la filosofia di eraclito e quella di zenone;
- la filosofia di parmenide e quella di pitagora
mi servirebbero punti in comune e differenze
Allora ti faccio riassunti veloci:
Eraclito basa il suo pensiero su due concetti:
Il flusso universale
Il logos e la legge dei contrari
Il flusso universale: parte dalla supposizione che nel mondo non c'è nulla che sia in uno stato di quiete, ma tutto (nella natura e nella società) è costantemente in movimento. Nella natura c'è un continuo conflitto, perché c'è l'alternarsi di elementi contrari: l'acqua, l'aria, la terra, il fuoco sono in costante lotta tra loro, e l'uno, trasformandosi, genera l'altro. Dice che non è possibile bagnarsi due volte nello stesso fiume, dal momento che le sue acque si rinnovano costantemente cosi come anche l'uomo si rinnova constantemente.
Eraclito condensa nell'immagine del fuoco il principio di questo fluire, (da qui l'aforismo "panta rei" tutto scorre), in quanto in natura non c'è nulla di più mobile ed è anche la fonte di ogni trasformazione.
Il fuoco è l'immagine stessa delle divinità.
Parmenide
Parmenide definisce i caratteri essenziali del suo essere, attraverso il metodo della
deduzione,attraverso la quale determinare attributi che non contrastino con l'integrità dell'essere stesso.
L'essere di Parmenide è :
-ingenerato e imperituro, nulla deriva da ciò che non esiste, dunque l'essere non può nascere o morire.
-eterno, l'essere vive in un eterno presente, e Parmenide non ammette nessun altro tempo;
-immutabile e immobile, ogni movimento implica una contaminazione tra due strati A e B, che devono essere concepiti come differenti, e se A è essere, B dovrà essere non esssere.
-finito, la perfezione è data dal concetto di finito, dice che l'essere è una sfera omogenea e identica a se stessa in ogni sua parte, in cui tutti i punti urtano in eguale maniera contro i confini che li circoscrivono.
Da Parmenide possiamo anche dedurre i primi concetti logici anche se non direttamente, sostanzialmente se ne deducono 3:
Il principio di identità dove A=A
ovvero che una volta determinata un'entità A o in genere il significato di una parola quell'entità o parola non potrà non essere se stessa.
Il principio di non contraddizione
espande e spiega meglio il concetto e dice fondamentalmente che A non può essere non-A o, se si vuole, che A non può essere contemporaneamente A e non-A.
E il principio del terzo escluso
Dove una qualunque cosa o è o non è e non puo esserci una terza "via di mezzo" tra l'essere e il non essere
Zenone,discepolo di Parmenide,cerca di confermare le teorie del maestro;piuttosto che formulare nuove teorie riguardo l'essere e il non essere Zenone utilizza la "reductio ad absurdum" ovvero la riduzione all'assurdo delle teorie altrui utilizzando dei paradossi.
Un famoso paradosso è quello di Achille detto piè veloce
Il Paradosso di Achille e la tartaruga afferma che se Achille venisse sfidato da una tartaruga nella corsa e concedesse alla tartaruga un piede di vantaggio, egli non riuscirebbe mai a raggiungerla, dato che Achille dovrebbe prima raggiungere il punto medio tra lui e la tartaruga , nella quale vi sarà un altro punto medio così fino all'infinito.
Con questo paradosso Zenone vuole "ridurre all'assurdo" la teoria del continuo movimento sostenuta da eraclito;purtroppo però questa teoria verrà molto contestata sopratutto da Aristotele affermando che questo paradosso è fattibile solo in ambito teorico in quanto nell'universo reale i punti medi non sono infinitamente divisibili.
In fine la scuola dei pitagorici sintenticamente ti dico che era piu una setta religiosa dove Pitagora era visto come un "superiore";
La scuola pitagorica era divisa in due dottrine:
La dottrina dell'anima con la quale tramite riti, digiuni e determinati orari di preghiera si cercava di purificare l'anima per farla tornare presso gli dei;infatti si identificava il corpo come prigione dell'anima che ad ogni morte,l'anima si reincarnava in un altro corpo finchè l'anima non fosse stata pura per tornare agli dei.
La dottrina del numero intendeva il numero non come astrazione mentale come una sua vera e propria forma.
Il numero uno era raffigurato con il punto
il numero due con la linea
il numero tre con la superficie
il numero quattro con il solido.
Per questa dottrina il numero è la sostanza delle cose e poichè si dividevano in pari e dispari raffiguravano
Il pari corrispondente al concetto di illimitato e simbolo di imperfezione e disordine
Il dispari corrispondente al concetto di limite e simbolo della perfezione, del bene,
della forma.
Spero di averti aiutato abbastanza chiedi pure se ti serve altro, mi dispiace solo aver allungato un po ma i concetti fondamentali sono quelli che ti ho scritto anche se ci sarebbe ancora molto da dire...
Comunque Buona Lettura ^_^
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