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  1. #1

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    Predefinito Passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento (triennio) di pianoforte

    Salve a tutti, sono uno studente di pianoforte al 7 anno. Ora, l'anno prossimo devo anche andare all'università, ed ero indeciso se restare nel vecchio ordinamento, dovendo quindi preparare un esame molto pesante come l'ottavo, o passare invece al nuovo, dove a un programma più ridotto si accompagnano però materie complementari. Mi sono informato e, a quanto pare, in entrambi i casi impiegherei tre anni (ovvero, il vecchio diploma è equiparato al triennio) e pertanto si tratta soltanto di scegliere come affrontarli. Qualcuno ha già fatto il passaggio? Com'è il nuovo ordinamento, e le sue materie? È richiesta la presenza per tutte le ore di lezione di tali materie complementari? Quale delle due opzioni, a vostro parere, si adatterebbe meglio ad un parallelo percorso universitario?
    Per completezza di informazioni, aggiungo che ho già finito storia della musica e armonia, ma ancora non faccio musica da camera. La facoltà che vorrei intraprendere è fisica (dove pertanto si deve frequentare molto). Grazie in anticipo

  2. #2
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    Quote Originariamente inviata da fab527 Visualizza il messaggio
    Salve a tutti, sono uno studente di pianoforte al 7 anno. Ora, l'anno prossimo devo anche andare all'università, ed ero indeciso se restare nel vecchio ordinamento, dovendo quindi preparare un esame molto pesante come l'ottavo, o passare invece al nuovo, dove a un programma più ridotto si accompagnano però materie complementari. Mi sono informato e, a quanto pare, in entrambi i casi impiegherei tre anni (ovvero, il vecchio diploma è equiparato al triennio) e pertanto si tratta soltanto di scegliere come affrontarli. Qualcuno ha già fatto il passaggio? Com'è il nuovo ordinamento, e le sue materie? È richiesta la presenza per tutte le ore di lezione di tali materie complementari? Quale delle due opzioni, a vostro parere, si adatterebbe meglio ad un parallelo percorso universitario?
    Per completezza di informazioni, aggiungo che ho già finito storia della musica e armonia, ma ancora non faccio musica da camera. La facoltà che vorrei intraprendere è fisica (dove pertanto si deve frequentare molto). Grazie in anticipo
    Non sono in grado di rispondere alla tua domanda. Sono un fisico docente universitario. Anni fa avevo un quasi-accordo per insegnare in un conservatorio. Mi piacerebbe restare al corrente del tuo progetto, ma ora non ho davvero tempo. Forse posso darti qualche idea di ciò che troverai a Fisica. Un po' dipende anche dalla sede. Sto per assentarmi fino alla fine del mese. Se vorrai, ne riparleremo allora.

  3. #3
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    1. Non puoi passare al nuovo ordinamento finché non consegui un diploma, in quanto ai tuoi tempi era possibile iscriversi al Conservatorio senza alcun titolo di studio, mentre adesso, essendo questo entrato nel comparto universitario, per accedervi è necessario un titolo che dia accesso all'università.

    2. Col nuovo ordinamento, che io sappia, al Conservatorio sussiste l'obbligo di frequenza. Fino a tre anni fa vigeva il divieto di iscrizione contemporanea all'università, abolito dalla legge 240/2010 (ora è possibile iscriversi contemporaneamente a università, conservatorio e accademia, anche se questo è un nonsense proprio perché sono entrati nel comparto universitario e icriversi a due corsi universitari non è possibile).

    3. Il titolo del previgente ordinamento è equipollente al nuovo diploma accademico di primo livello: se vuoi insegnare, in entrambi i casi devi conseguire il diploma di seocndo livello in didattica. Tuttavia il titolo del previgente ordinamento non è equiparato alla laurea, nemmeno se accompagnato a un diploma, mentre quello del nuovo ordinamento è equiparato alla laurea ed equipollente, ai fini dei concorsi pubblici, alle lauree della classe di scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda (come Dams, per intenderci). Non ti puoi in ogni caso fregiare del titolo di dottore, in quanto tecnicamente non si tratta di un titolo, ma di una qualifica accademica, che si accompagna a titoli di studio rilasciati esclusivamente dalle università.

    4. In nessun corso di laurea in Fisica è previsto l'obbligo della frequenza.

  4. #4

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    Quote Originariamente inviata da nonnod Visualizza il messaggio
    Non sono in grado di rispondere alla tua domanda. Sono un fisico docente universitario. Anni fa avevo un quasi-accordo per insegnare in un conservatorio. Mi piacerebbe restare al corrente del tuo progetto, ma ora non ho davvero tempo. Forse posso darti qualche idea di ciò che troverai a Fisica. Un po' dipende anche dalla sede. Sto per assentarmi fino alla fine del mese. Se vorrai, ne riparleremo allora.
    Innanzitutto ringrazio afmo per le delucidazioni. Ciò detto, mi piacerebbe molto parlare della facoltà, per me è un "salto nel buio", considerando che nessuno dei miei conoscenti si è mai avvicinato a quell'ambiente; comunque, la facoltà che andrò a frequentare è quella della mia città, ovvero L'Aquila. Mi sarebbe molto d'aiuto sapere grosso modo come si svolgono le lezioni, le materie su cui impegnarmi di più inizialmente o anche altro... grazie in anticipo

  5. #5
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    Quote Originariamente inviata da fab527 Visualizza il messaggio
    mi piacerebbe molto parlare della facoltà
    Le facoltà non esistono più ai sensi della legge 240/2010, fatte salve le prerogative della Sapienza di Roma, che ha un ordinamento particolare.
    I corsi di laurea oggi afferiscono ai dipartimenti, non alle facoltà, che sono soppresse.
    In alcuni grandi atenei (tra cui Salerno - Fisciano, Firenze e Alma mater studiorum - Bologna), sono state create delle strutture di raccordo interdipartimentale denominate scuole o (è il caso di Salerno) facoltà, che però non hanno nulla a che fare con le facoltà precedenti.

    comunque, la facoltà che andrò a frequentare è quella della mia città, ovvero L'Aquila.
    Semmai è l'università della tua città (anche se a onor del vero andrebbe precisato che quel «dell'Aquila» non è un complemento di specificazione ma di denominazione, infatti esistono università che hanno sede in località diverse da quelle di cui portano il nome*, e in alcune città è presente più di una università**).

    _____
    * - Università degli studi di Salerno, con sedi a Fisciano e Baronissi (solo il CdLM in Medicina e chirurgia, inaugurato tre anni fa se non ricordo male, ha parte della didattica a Salerno).
    - Seconda università degli studi di Napoli, con sede legale a Caserta (anche se di fatto il rettorato è a Napoli) e sedi amministrative e didattiche dei corsi di studio in Casertavecchia, Capua, Santa Maria Capua Vetere, Caserta, Marcianise, Aversa e Napoli).l
    - Tantissimi altri atenei hanno sedi o poli decentrati.
    ** Ad esempio a Napoli Università degli studi di Napoli Federico II, Seconda università degli studi di Napoli, Università degli studi di Napoli "Parthenope", Università degli studi di Napoli "L'Orientale", Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli , Università telematica Pegaso; a Roma Sapienza Università di Roma, Università degli studi di Roma Tor Vergata, Università degli studi Roma tre, Università degli studi di Roma "Foro italico", Libera università internazionale degli studi sociali "Guido Carli", Libera università Maria Ss. Assunta, Libera università San Pio V (ora Libera università, Università degli studi internazionali di Roma (già Libera università degli studi per le innovazioni e le organizzazioni, e prima ancora Libera università San Pio V), Università europea di Roma e cinque telematiche; a Milano Università degli studi di Milano, Università degli studi di Milano - Bicocca, Politecnico di Milano, Università cattolica del Sacro cuore, Università commerciale "Luigi Bocconi", Libera università di lingue & comunicazione Iulm.


    Mi sarebbe molto d'aiuto sapere grosso modo come si svolgono le lezioni, le materie su cui impegnarmi di più inizialmente o anche altro... grazie in anticipo
    Tutto dipende dal singolo ateneo e, in alcuni casi, anche dalla singola struttura didattica all'interno dell'ateneo.
    Tieni presente che il valore legale della laura dipende da un raggruppamento ministeriale detto «classe», ma il decreto ministeriale istitutivo della classe definisce solo una relativamente piccola parte di crediti, e comunque di tali crediti non stabilisce gli esami veri e propri, ma solo i settori scientifico-disciplinari: sono rimessi all'autonomia della sede gli esami da distribuire in questi settori, tutti gli altri esami (che debbono comunque essere al massimo 20 nel triennio, ad eccezione di quelli a scelta dello studente e della prova finale) e la denominazione stessa del corso e dunque della laurea rilasciata.
    Un credito rappresenta sempre 25 ore di lavoro, ma tali 25 ore sono comprensive dello studio individuale, che (fatte salve eccezioni dovute ad attività sperimentali, laboratoriali o pratiche) non può mai essere inferiore al 50%. Ciò significa che le lezioni frontali al massimo ammontano a 12.5 ore per credito, ma di solito siamo molto al di sotto. Quando studiavo a Bologna (e c'era ancora l'ordinamento di cui al decreto MURST 509/1999), la didattica offerta ammontava a 60 ore per insegnamenti annuali e 30 per quelli semestrali; gli studenti del nuovo ordinamento che dovevano sostenere esami da 5 crediti solitamente mutuavano la prima o la seconda parte di un insegnamento annuale (o magari l'insegnamento intero, che però era spezzato in due esami differenti con due diverse denominazioni, laddove per quelli del vecchio ne era previsto uno solo); più raramente i piani di studio prevedevano insegnamenti da 10 crediti, nel qual caso si seguivano insegnamenti annuali o due semestrali del vecchio ordinamento oppure due parti di due singoli diversi insegnamenti annuali etc. etc..
    Dal punto di vista contenutistico, non ti posso proprio aiutare ma, dato che nell'àmbito delle scienze 'dure' i corsi sono più simili da un ateneo all'altro di quanto non lo siano assolutamente nelle aree umanistica e sociale, potresti rivolgerti a Nonnod, che è docente universitario di fisica.

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