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Master
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La libertad no hace felices a los hombres, los hace sencillamente hombres. manuel azaña.- Non chiedere "Come stai?" a qualcuno se non sei disposto a farti carico del suo malessere "di nulla occorre avere tanta paura quanto della paura"(h.d.thoreau). http://www.flickr.com/photos/29727135@N06/sets/- |
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Ospite
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I parenti Da Varese a Salerno, da Firenze a Napoli: concorsi e assunzioni contestate. A Camerino, però, è pronto un codice etico che vieta ai parenti di lavorare nello stesso settore
Il potere Con l'autonomia aumenta il numero delle «legislature» dei capi universitari: il decano è Augusto Petri (a Brescia da 25 anni), secondo è Ferrara, a Napoli Parthenope da 22 Università formato famiglia In facoltà mogli, figli e nipoti di 24 rettori Il presidente Crui: i cognomi non contano «C'era una volta una famiglia molto in voga », canticchia Gappa, al secolo Gaspare Palmieri, psichiatra e cantautore modenese. «La famiglia del rettore», così si intitola la filastrocca, è composta da una moglie preside, un fratello professore ad Avellino, ed una nonna esperta di geriatria, più svariati parenti e affini, tutti rigorosamente in «toga». La canzoncina satirica apparsa per la prima volta sul web, rapidamente ha contagiato le aule dell'ateneo di Modena, dove i due rampolli del rettore Giancarlo Pellacani sono diventati ordinari a tempo di record. In Italia sono 24 i «magnifici» con «famiglia». Ci sono anche mogli impalmate prima di indossare l'ermellino, fratelli e cugini colleghi di facoltà. Ma in 19 casi parliamo di figli, sangue dello stesso sangue, per i quali più di un rettore si è messo nei guai. Ne sa qualcosa il potente numero uno dell'università di Firenze, Augusto Marinelli, per tre anni nel mirino della magistratura a causa dell'assunzione di suo figlio Nicola. Nel 2002 il giovanotto è stato promosso ricercatore di Economia Agraria grazie ad un concorso bandito dalla facoltà di Medicina. Da Firenze l'inchiesta è passata a Trieste, e anche se il pm ha chiesto l'archiviazione, non ha potuto fare a meno di sottolineare le «anomalie» del sistema. Sono invece alle prime battute le indagini sulla Sapienza. E anche in questo caso lambiscono il rettore, Ruggero Guarini, per l'appalto vinto dal professore di Progettazione che ha promosso ricercatrice sua figlia, Maria Rosaria. La secondogenita, Paola, insegna invece architettura degli interni, e tutte e due erano state dipendenti amministrative prima di passare dall'altro lato del corridoio. Il presidente della Crui, Guido Trombetti, invita alla cautela. Anche lui ha una figliola che lavora nel suo stesso ateneo, la Federico II: «Tuttavia, finché si rispetta la legge non vedo quale sia il problema. Calare dall'alto delle limitazioni non serve. L'importante è che prevalgano sempre capacità e merito a prescindere dai cognomi ». Ma sempre più spesso la gente, dentro e fuori l'università, si indigna. A Salerno alcuni giornali locali hanno contestato la nomina a ricercatore del figlio del rettore Raimondo Pasquino. Era l'unico candidato al concorso, e così ha vinto nonostante il curriculum ancora acerbo. A Bologna, invece, due parlamentari del centrodestra hanno convocato una conferenza stampa per discutere delle parentele togate di Pier Ugo Calzolari, impegnato fino a poco prima nella stesura di un codice antinepotismo. Il magnifico ha reagito querelando: «Giacomo (il figlio docente ad Economia ndr) è stato danneggiato dalla nostra parentela ». Giovanni Pellacani, uno dei rampolli modenesi presi in giro da Gappa, ha vinto il concorso da ordinario a 36 anni. L'età media per chi ricopre certi incarichi sfiora i 60. Meglio di lui ha fatto Giovanni Perlingieri, promosso poco più che trentenne per la gioia del padre Pietro, ex rettore dell'Università di Benevento. Il numero uno di Macerata, Roberto Sani non ha discendenti all'università ma una moglie bibliotecaria. Il che, nel generale andazzo, è nella norma. Ben più eclatante è l'exploit della sua assistente, Anna Ascenzi, che in quattro mesi ha superato due concorsi, passando da ricercatrice ad ordinaria. Qualche giorno fa, il Secolo XIX ha rivelato le somiglianze (parti dell'indice e intere frasi) tra uno dei saggi della pedagoga e la tesi di un sacerdote laureatosi vent'anni fa alla Cattolica di Milano. All' epoca il correlatore era, guarda caso, lo stesso Sani. «Così fan tutti», verrebbe da dire. Ma c'è anche chi la pensa diversamente: «Stiamo per approvare un codice etico che impedisce a docenti imparentati di lavorare nello stesso settore», afferma Fulvio Esposito, a capo dell'università di Camerino, famoso per aver annunciato che si sarebbe dimesso se la figlia si fosse iscritta nel suo ateneo: «Mettere dei paletti è importante — spiega — ma può non bastare: c'è sempre qualcuno che si diverte a fare lo slalom». Antonino Liberatore, a capo del sindacato dei docenti Uspur, ricorda ancora i tempi in cui «i figli venivano messi alla prova dai propri padri». Per il professore fiorentino «un ragazzo che riesce a imporsi senza raccomandazioni è motivo d'orgoglio per i genitori. Eppure le cose vanno esattamente nel senso opposto». L'autonomia ha consegnato nelle mani dei rettori un potere quasi assoluto. Al punto che alcuni di loro si sono assicurati una specie di clausola per l'eternità. Con l'appoggio del senato accademico hanno annullato i limiti di eleggibilità e ora governano come «highlander» le università italiane. Il decano è il bresciano Augusto Preti, incollato alla poltrona da cinque lustri, 25 anni. Seguono Pasquale Ristretta a Cagliari (17 anni al comando e un figlio nel corpo docente), e altri 10 colleghi con oltre dieci anni di anzianità. Il perugino Francesco Bistoni è ancora a quota otto, ma potrebbe rinnovare nonostante gli esposti anonimi che gli sono piovuti addosso. Adesso la procura indaga sull'ignoto diffamatore, ma anche sull'assunzione alla Sapienza del primogenito. Per finire, il napoletano Gennaro Ferrara, ex mastelliano arruolato dall'Udc. È lui il vero patriarca dell'università italiana. Al volante della Parthenope da ben 22 anni, può contare tra i suoi professori due generi e una figlia. La giovane seconda moglie, una sua ex allieva, opera nel settore delle consulenze. Dal momento che nella piccola università le «famiglie con la toga» sono almeno 10, a suo tempo anche l'ex ministro Mussi tirò le somme: «Certi consigli di facoltà sembrano Natale in casa Cupiello». |
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Ospite
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Ho unito la discussione a quella in rilievo sulla corruzione all'universita', perche' tanto parla della stessa cosa. Invito chi ha articoli di giornale simili a postarli, e chiunque abbia provato a fare concorsi all'universita' a raccontare la sua esperienza.
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GOD
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http://www.corriere.it/cronache/08_m...4f486ba6.shtml
Casi stranoti, ma parliamone anche qua o no? Non c'è sta stupirsi, io vivo con la famiglia D., lui mio relatore e la moglie mia correlatrice (e sua ex studentessa), a volte pure il loro nanetto sgambetta in laboratorio, senza contare Francesco & Elena, i due Antonio e le loro mogli e questo è solo quello che succede nel mio Dip! Io non ambisco di certo ad accasarmi dentro l'Univ, anzi, sono proprio contro le bio-coppie, ma al di là della biologia, a voi non sconvolge avere tutti sti casi di "esami in famiglia"? Per me sarebbe a dir poco imbarazzante avere mio padre là.....ma direi che in Italia è più che normale, anzi non approfittarne secondo la nostra mentalità distorta, sarebbe pure "grave", un vero disonore della famiglia non andare avanti nella tradizione accademica. Bè, certo, sarebbe meglio che il parentame vario lo facesse con i propri stumenti e magari in altre sedi, ma perché pagare tangenti per superare i concorsi quando c'è il papà che mette una buona parola senza tante fregnacce? E dire che quando ero a liceo, era vietato dalla mia scuola che ci fossero figli o nipoti di insegnanti nelle classi e a maggior ragione credo dovrebbe essere dentro l'università..... E noi così vogliamo andare avanti in Europa? |
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Ospite
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Frenzen, l'abbiamo postato stamattina sul thread in rilievo sulla corruzione all'universita'
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#16 |
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GOD
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Ah ok grazie, non pensavo che fosse Corruzione, almeno non quella con i soldi quanto più morale, anzi più che corruzione io parlerei di Corso naturale delle cose......
Visto che nessuno si scandalizza anzi ci si scandalizza se non si aderisce a questo modello! se a questi tipi parli di corruzione loro ti citano esempi della mafia, degli ospedali, dei politici, ma del passarsi la staffetta di padre in figlio NO, perché per loro non è corruzione! Che poi a Camerino mettano una legge per evitare cose che negli altri Paesi è NORMALE credere e fare questo è veramente toccare il fondo! |
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#17 |
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Ospite
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Apprezzo molto l'ironia del tuo post Frenzen, corruzione infatti e' per le persone oneste come te e come me, dubito che le famiglie citate nell'articolo si rendano conto. Ma come ben sai di buoni principi si riempiono tutti la bocca...dopo che hanno sistemato i figli, le mogli, i cugini e gli amici del cuore ovviamente.
A proposito: il rettore dell'universita' di Cagliari si chiama Mistretta, non Ristretta! |
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#18 | |
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Super Senior
Registrato il: 04-08-2008
Residenza: Europe
Messaggi: 1,578
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Citazione:
Comuqnue tutti questi articoli sono desolanti! .... Che facciano una bella pulizia invece di tagliare i fondi all'università! Io sono INCAXXATISSIMA! Vergogna vergogna vergogna! Non lasciamo l'università (e il futuro di tanti) nelle mani dei potenti di turno, perchè è così che accadrà! E se poi c'entra anche la politica e il denaro stiamo proprio a posto!
Ultima modifica di baroque : 18-08-2008 alle ore 10.35.54 |
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#19 |
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Ospite
Messaggi: n/a
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Dai Baroque, raccontaci qualcosa anche tu visto che ci sei dentro!
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#20 |
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Super Senior
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Sono disgustato,arrabbiato,senza parole!!!!!!!!!!Che orrore!Fanno saltare gli esami a categorie "particolari",finanziano centri mai aperti,dimezzano fondi all università statale,qualcuno mi dia uno schiaffo!!!forse non è reale..ditemi che è finzione!!!
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"Il corpo al naturale non lo reggo, ho bisogno di farmi ingannare". C.Bukowski "No,fai parlare me,e lascia che inveisca tanto forte che alla Fortuna,quella falsa puttana,vada in pezzi la ruota per le mie imprecazioni!". |
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