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  1. #145

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    .però ho notato che alcuni non frequentanti ci marciavano un po' sopra sinceramente, cosa che io non ho mai fatto e mi vanto di aver fatto tutto con le mie forze , senza andare a piangere per farmi aiutare come invece hanno fatto certe mie ex colleghe che ritengo francamente persone prive di scrupoli (o se preferisci attrici da oscar se vuoi considerare una qualità positiva quella di mettersi a piangere a comando e inventarsi storie lacrimevoli ) che mi davano fastidio quando i raccomandati e quelli che contrattavano i voti all'esame.
    quanto sono d'accordo con quello che dici!!! ho sempre odiato gli attori, la lacrima facile e il contrattare il voto!!!! sia al liceo che all'università non ho mai fatto mostra delle mie difficoltà per farmi aiutare a differenza di altri che al liceo sfruttavano genitori che si separavano,nonni morti infinità di volte e a volte anche il ciclo diventava una scusa per giustificare interrogazioni pietose!! io come dicevo ho fatto degli esame da frequentante senza aver aperto libro, o meglio avendolo aperto pochissimo, proprio perchè era il prof a spiegarci punto per punto dove e cosa studiare, addirittura c'era chi ci preparava riassunti e ci faceva sottolineare nel libro che portavamo a lezione le pagine + importanti....ovvio che poi da non frequentante queste cose non le sai e puoi decidere di studiare tutte le infinità di pagine che ti spettano, o fare quel gioco d'azzardo del "questo non lo faccio, tanto non me lo chiederà mai"........ma questo ovviamente è purtroppo un problema del non frequentante e non può e non deve essere un motivo per giustificare alcun tipo di favoreggiamento, che saprebbe di compassione.
    ovviamente come dici tu frequentante o meno si deve aver studiato per andare a fare l'esame,bisogna essere consci delle proprie conoscenze e soprattutto non bisogna essere patetici.....se si viene bocciati giustamente bisogna saperlo riconoscere!
    anche a me è capitato un esame di letteratura italiana, ritenuto generalmente facilissimo, dove ho beccato un assistente che faceva tutte domande fuori programma.....per fortuna io venivo da un liceo linguistico dove l'italiano era studiato molto bene(io ne sono comunque appassionata) e alla fine sono riuscita a sopravvivere...purtroppo davvero i prof sono strani....
    ovviamente non mi lamento di come sia andato l'esame della discussione,anche perchè il professore mi aveva comunque dato un 22, su non so quali basi,visto che non mi aveva voluto ascoltare....la mia unica lamentela è sul metodo utilizzato e sull'utilizzo della discriminante "frequentante o no" a priori per giudicare la preparazione di uno studente....immagina un esame di lingua per esempio turca, uno studente non frequentante di madrelingua turca che alla prova pratica(solo conversazione) viene giudicato insufficiente perchè non frequentante....mmmm.....concordi con me che non può essere una discriminante universalmente valida?
    per quanto riguarda la "rimbambitudine" del professore ti assicuro che è a livelli altissimi....è un professore molto anziano che secondo me potrebbe starsene tranquillamente in pensione..
    tutto sommato spero proprio che si sia scordato di me, visto che lo rifaccio a distanza di un anno, ho studiato il triplo per arrivare preparata....ma se anche questa volta mi tratta da idiota, non credo che starò zitta......altrimenti mi tocca aspettare che la natura faccia il suo corso!!
    A elenaling Piace questo elemento.

  2. #146
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    Quote Originariamente inviata da nenapitotti Visualizza il messaggio
    mi sembra di capire che tu sia sempre ..,ma ovviamente anche per qualunque altra, di sicuro abituata a studiare, sentirsi dire di essere ignorante e scema solo perchè non si è stati lì,è davvero una cosa iniqua.
    Sinceramente mi e' capitato , non all'universita ma alle superiori che un professore e preside mi ha detto , dopo avermi bocciato : '' non vorrai diplomarti a tutti i costi '' ed altri discorsi ( mi ha avuto per due anni come allievo ) e si e' permesso , di offendermi dandomi del cretino dopo aver chiesto con educazione un informazione . Oltre ad avermi trattato come uno sconosciuto , e da pezzente per non dire altro.. .

  3. #147
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    immagina un esame di lingua per esempio turca, uno studente non frequentante di madrelingua turca che alla prova pratica(solo conversazione) viene giudicato insufficiente perchè non frequentante....mmmm.....concordi con me che non può essere una discriminante universalmente valida?

    Beh. Ma il solo fatto di essere madrelingua non significa essere in grado di superare un esame universitario di lettorato e nemmeno essere in grado di fare l'interprete...tutti noi italiani siamo madrelingua ma la maggior parte non è in grado di coniugare i verbi al congiuntivo e di fare un periodo ipotetico corretto, c'è gente che non sa nemmeno pronunciare la parola aglio correttamente perchè non sa pronunciare le lettere gl messe una dietro all'altra!
    E vogliamo parlare di quelli che parlano solo il dialetto della loro zona?
    Io conosco dei madrelingua francesi che sono stati bocciati in esami di lingua francese (si erano presentati senza studiare) o di letteratura francese (si erano presentati senza aver letto i testi del corso)...

  4. #148

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    Personalmente non trovo corretto che uno studente che non ha frequentato il corso venga discriminato, durante l'esame, rispetto a chi l'ha frequentato. Mi pare che un professore debba valutare la preparazione di uno studente, e il fatto che questo studente abbia frequentato o meno le lezioni non deve avere alcun peso, non siamo più alle superiori dove si è obbligati a frequentare perchè si è minorenni.
    Non trovo nemmeno corretto che il professore (o chi per lui), sapendo che lo studente che si sta interrogando non ha frequentato, ponga (in malafede) domande di difficoltà maggiore o su questioni assolutamente secondarie e su opinioni espresse dal professore stesso durante le lezioni, e a cui il professore sa già che lo studente in questione, non avendo frequentato, non potrà mai rispondere. Questo anche in considerazione del fatto che, spesso, ad un esame universitario la mole di materiale da preparare è notevole e quindi porre domande sugli argomenti principali e già più che sufficiente per discriminare, questa volta giustamente, fra chi è preparato e chi non lo è.
    Secondo me sarebbe addirittura opportuno provare a preparare da soli (senza frequentare) certi esami, magari i più facili, e questo perché, nella vita, dopo l'Università, gli esami continuano, ma i corsi non ci sono più, e l'aver acquisito la capacità di "cavarsela da soli" (o comunque averci onestamente provato) è di grande aiuto. Questo, a mio modo di vedere, rappresenta, un ulteriore motivo per non discriminare chi si presenta ad un esame senza aver frequentato. Ritengo addirittura che sia profondamente antieducativo mortificare con una valutazione iniqua chi, con le proprie sole forze, prova ad affrontare un esame, rispetto a chi ha avuto il vantaggio di poter frequentare, in quanto questo genera nello studente stesso una sfiducia nelle proprie capacità, che, invece, sono spesso enormi, oppure un risentimento nei confronti del professore se lo studente si accorge di essere stato, in un certo senso, "preso in giro". Chi ha frequentato il corso ha il vantaggio, su chi non ha frequentato, proprio dell'aver frequentato, ma l'esame deve essere uguale ed imparziale per tutti e due. Per questo fare il professore è difficile. Sarebbe troppo facile promuovere chi ha frequentato e bocciare chi non l'ha fatto. Bisogna, invece, valutare con obbiettività anche uno studente che non si è mai vista prima dell'esame.

  5. #149
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    Quote Originariamente inviata da nakito Visualizza il messaggio
    Personalmente non trovo corretto che uno studente che non ha frequentato il corso venga discriminato, durante l'esame, rispetto a chi l'ha frequentato. Mi pare che un professore debba valutare la preparazione di uno studente, e il fatto che questo studente abbia frequentato o meno le lezioni non deve avere alcun peso, non siamo più alle superiori dove si è obbligati a frequentare perchè si è minorenni.
    Non trovo nemmeno corretto che il professore (o chi per lui), sapendo che lo studente che si sta interrogando non ha frequentato, ponga (in malafede) domande di difficoltà maggiore o su questioni assolutamente secondarie e su opinioni espresse dal professore stesso durante le lezioni, e a cui il professore sa già che lo studente in questione, non avendo frequentato, non potrà mai rispondere. Questo anche in considerazione del fatto che, spesso, ad un esame universitario la mole di materiale da preparare è notevole e quindi porre domande sugli argomenti principali e già più che sufficiente per discriminare, questa volta giustamente, fra chi è preparato e chi non lo è.
    Secondo me sarebbe addirittura opportuno provare a preparare da soli (senza frequentare) certi esami, magari i più facili, e questo perché, nella vita, dopo l'Università, gli esami continuano, ma i corsi non ci sono più, e l'aver acquisito la capacità di "cavarsela da soli" (o comunque averci onestamente provato) è di grande aiuto. Questo, a mio modo di vedere, rappresenta, un ulteriore motivo per non discriminare chi si presenta ad un esame senza aver frequentato. Ritengo addirittura che sia profondamente antieducativo mortificare con una valutazione iniqua chi, con le proprie sole forze, prova ad affrontare un esame, rispetto a chi ha avuto il vantaggio di poter frequentare, in quanto questo genera nello studente stesso una sfiducia nelle proprie capacità, che, invece, sono spesso enormi, oppure un risentimento nei confronti del professore se lo studente si accorge di essere stato, in un certo senso, "preso in giro". Chi ha frequentato il corso ha il vantaggio, su chi non ha frequentato, proprio dell'aver frequentato, ma l'esame deve essere uguale ed imparziale per tutti e due. Per questo fare il professore è difficile. Sarebbe troppo facile promuovere chi ha frequentato e bocciare chi non l'ha fatto. Bisogna, invece, valutare con obbiettività anche uno studente che non si è mai vista prima dell'esame.

    L'università non è la scuola superiore e non basta aver frequentato per essere avvantaggiati dal punto di vista dell'esame!! Infatti in tutti gli esami che ho sostenuto, soprattutto in letteratura, almeno metà del programma era costituito da parte istituzionale di storia della letteratura che non veniva trattata durante le lezioni del corso perchè in quelle si svolgeva invece la parte monografica ma che lo studente era tenuto a studiarsi per i fatti propri a casa sui testi indicati nel programma del corso e che era comunque tenuto a sapere all'esame, i professori potevano chiedere qualsiasi cosa anche gli autori minori (cosa che facevano quasi sempre) perchè è logico che la preparazione universitaria non può essere limitata a quello che viene detto a lezione dal professore!!!!
    Inoltre il professore più che chiedere ai non frequentanti le opinioni da lui espresse durante il corso chiede opinioni inerenti ad argomenti trattati anche allo studente ma ovviamente se ti sei limitato a leggere i libri e non hai seguito la discussione che si è svolta a lezione per te è più difficile fare un discorso articolato e ottenere un voto decente.

  6. #150
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    ragazzi se anche voi come me siete stanchi di come vanno le cose guardate il mio blog, creato da qualche giorno, di protesta e commentate e raccontate le voste impressioni e quello che vi fa incazzare
    http://nessunfuturo.blogspot.it/

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