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Super Senior
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I sottoscritti docenti di varie Facoltà e Università italiane protestano vibratamente contro i recenti provvedimenti governativi varati con la Legge 133 del 6 agosto 2008. Come già hanno denunciato molti Dipartimenti, Facoltà, gruppi di docenti, si tratta di misure che sottraggono risorse alla ricerca, riducono il personale docente e amministrativo, restringono lo spazio vitale dell'Università sancendone l'emarginazione irreversibile nella vita del Paese.
La riduzione al 20% del turnover delle unità del personale non significa soltanto uno sfoltimento senza precedenti di tante discipline specialistiche in cui la cultura italiana primeggia nel mondo. È tutto il processo di rinnovamento del corpo docente italiano - gravato da una anzianità elevata - ad essere compromesso per i decenni a venire. A tanti nostri valentissimi giovani l'avvenire nella ricerca e nell'insegnamento viene definitivamente precluso. Il principio della convertibilità della Università in fondazioni private - sancito dall'art. 16 della Legge - costituisce senza dubbio il più grave attacco mai condotto contro l'autonomia e il futuro stesso dell'Università italiana. Non viene soltanto auspicata la ritirata dello Stato dalle sue funzioni storiche nel garantire la formazione superiore e la riproduzione delle sue classi dirigenti. È un progetto velleitario, imitazione tardiva di una stagione ideologica oggi in rovina nel Paese stesso in cui essa è nata. Trasporre l'esperienza delle Università private americane in Italia - un Paese nel quale lo Stato ha dovuto sostituire il capitale di rischio per realizzare lo sviluppo industriale - significa in realtà condannare tanto le Università pubbliche che private a un sicuro destino di irrilevanza. Con quali conseguenze per la collocazione dell'Italia nell'economia- mondo attuale è facile immaginare. I docenti qui sottoscritti chiedono pertanto ai Magnifici Rettori di raccogliere il profondo disagio e la protesta che sale dalle Università e di reagire con l'energia che la gravità della situazione richiede, bloccando l'apertura del prossimo anno accademico in tutto il Paese. Si utilizzi la data di inaugurazione per una riflessione generale sul destino delle nostre università Piero Bevilacqua, Università di Roma La Sapienza Mario Alcaro, Università della Calabria Raffaele Perrelli, Università della Calabria Alberto Asor Rosa, Università di Roma La Sapienza Gianni Vattimo, Università di Torino Fulvio Tessitore, Università di Napoli, Umberto Curi, Università di Padova Giovanni Polara, Università di Napoli Pietro Barcellona, Università di Catania Francesco Benigno, Università di Teramo Angelo D'Orsi, Università di Torino Claudio Natoli, Università di Cagliari Giorgio Inglese, Università di Roma La Sapienza e tantissime altre firme.....
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Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare... navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia! Più istruzione per tutti! Leggi, ascolta e interpreta il 'mitico' inno "Meno male che Silvio c'è!": www.youtube.com/watch?v=SK1SCEbZHOA
Ultima modifica di baroque : 05-10-2008 alle ore 10.34.32 |
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Master
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la fonte???
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"Qualunque tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia" Arthur C. Clarke
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Ospite
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Super Senior
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Scusate, pensavo di averlo scritto. E' stato pubblicato su La Repubblica ed è possibile sottoscrivere.... anche se andate online trovate tutto!
Quello che mi colpisce è che si dice esattamente quello che più volte ho ripetuto su questo forum e molti dicevano che non vedevo la realtà! Ebbene, mi sembra proprio il contrario!!!
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Senior
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a Pisa cominciamo a muoverci, i ricercatori hanno cominciato a sospendere le lezioni, ci sono assemblee di studenti e docenti, mercoledì pomeriggio c'è un assemblea di ateneo per definire le azioni di mobilitazione che porteranno probabilmente ad una manifestazione cittadina e a cercare di creare una rete a livello nazionale.
spero che anche nelle altre sedi universitarie ci si stia dando una svegliata perchè la situazione è molto grave. un appunto: non è una riforma della Gelmini sull'università ma un intervento di Tremonti in finanziaria. ciao, Lorenzo dal blog http://universitadasalvare.blogspot.com in via di realizzazione all'università di Pisa. Cercherò di essere il più breve e comprensivo possibile, ben sapendo che in ogni caso vi saranno molte cose di cui scrivere, sperando che tutti abbiano il tempo e la pazienza di leggere quanto riportato sotto, e trovino la spinta per informarsi ed informare quanta più gente possibile intorno a se, perché si tratta di salvare l’università, una cultura di qualità per tutti coloro che desiderano riceverla. Più che una legge, è un enorme calderone all’interno del quale è stato gettato di tutto, ogni argomento con una qualche valenza di tipo economico. Il testo della legge potete trovarla a questo indirizzo [http://web.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm], pubblicata sul sito web della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano. Basti pensare che questa legge ha chiamato in causa le seguenti commissioni - Commissione V BILANCIO E TESORO e VI FINANZE - COMITATO PER LA LEGISLAZIONE - Commissione I AFFARI COSTITUZIONALI - Commissione II GIUSTIZIA - Commissione III AFFARI ESTERI - Commissione IV DIFESA - Commissione VII CULTURA - Commissione VIII AMBIENTE - Commissione IX TRASPORTI - Commissione X ATTIVITA’ PRODUTTIVE - Commissione XI LAVORO - Commissione XII AFFARI SOCIALI - Commissione XIIIAGRICOLTURA - Commissione XIV POLITICHE UNIONE EUROPEA - COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI L’iter parlamentare di questa maxi legge ha avuto inizio con la prima lettura alla Camera dei Deputati il 2 LUGLIO, per concludersi con l’approvazione il 6 AGOSTO 2008, e passare al Senato. Un mese di discussione, due o tre giorni per settimana, nel completo silenzio dei media nel periodo di minima attenzione dell’opinione pubblica, in vacanza, ferie… Arriviamo a discutere cosa questa legge decreta al riguardo dell’università pubblica. TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA E’ stata decisa da questa legge il taglio dei fondi destinati all’università pubblica (FFO - fondo per il finanziamento ordinario delle università) nella seguente maniera. Riduzione di: - 63.5 milioni di euro per l’anno 2009 - 190 milioni di euro per l’anno 2010 - 316 milioni di euro per l’anno 2011 - 417 milioni di euro per l’anno 2012 - 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013 per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013. TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO” Per sopperire all’improvviso ammanco dei finanziamenti pubblici, lo stato consente alle università di trasformarsi in fondazioni di diritto privato.. Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni universitarie di decidere l’entità delle tasse per gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale diritto allo studio univesitario, tutelato dalla Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33, che recita: Art. 33. L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Attualmente la legge difatti sancisce che nell’anno solare, il gettito delle tasse degli studenti non deve superare il 20% dell’importo del finanziamento ordinario dello Stato (FFO), cosa che di fatto pone un tetto massimo alle tasse che si possono far pagare ad uno studente. Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato. Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno accademico. Raggiungeremmo uno standard tipo college americano, dove o si vince una borsa di studio per meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter far fronte ad una richiesta economica di tale portata. Con l'entrata in vigore della legge 133/2008 si è andati a ledere questo principio costituzionali, garantendo il diritto allo studio ed ad una formazione di qualità solamente a chi può far affidamento su una grande capacità economica, andando a ledere il principio costituzionale di eguaglianza e pari dignità tra i cittadini decretata dall’articolo 3 Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Al contempo assisteremo alla definitiva violazione dell’articolo 9, che recita Art. 9. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica […] vista la sostanziale impossibilità delle università di mantenere una gestione pubblica a seguito dei tagli economici e di personale docente, di ricerca e tecnico – amministrativo subiti. Oltre a questo vi sono implicazioni riguardanti i poteri economici. Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che li finanzi. Inutile dire gli effetti devastanti che avrebbe un controllo economico di questo tipo sulla ricerca in tutti i vari settori universitari. La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive impartite dalle società finanziatrici, in base alla redditività a livello economico! TURN OVER (articolo 66) La stessa legge ha imposto una drastica riduzione del personale universitario alle facoltà stesse, che si trovano costrette improvvisamente a mandare obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte del proprio organico. Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento. La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni cinque pensionamenti o licenziamenti. Come pensiamo di mantenere una didattica di buon livello in questa maniera? Riassumendo: - Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o pensionando forzatamente - Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a personale docente, chiedendo ai ricercatori di mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore di ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento). Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea meno frequentati o considerati di minor interesse. In questo rapido excursus informativo sono stati citati solamente i problemi più grossi a cui questa legge condurrebbe, ma basta leggere con attenzione il testo della legge, o informarsi con chi già lo ha fatto prima di noi perché vi si dischiudano gli abissi entro cui verrà gettata l’università se tutto questo viene approvato in parlamento. L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”. Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.
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E-Team Squadra Corse - Università di Pisa
Formula SAE Italy Autodromo Paletti - Varano de' Melegari - 4-7 settembre 2009 Seconda classificata tra le squadre italiane Dodicesima in classifica generale IO C'ERO!!! www.eteamsquadracorse.it |
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LEGGE 133: PRIVATIZZATA L'UNIVERSITA' PDF Stampa E-mail
sabato, 13 settembre 2008 20:46 VERSO LE ASSEMBLEE DI FACOLTA' DI OTTOBRE....RIPRENDIAMOCI TEMPI E SPAZI, CONTRO LA'NTICIPAZIONE DELLE SESSIONI DI LAUERA BLOCCHIAMO L'UNVIERSITA'! E LA VOGLIAMO LIBERA, APERTA E PUBBLICA!!! LOTTA, PARTECIPA , DIFFONDI, PENSA, CREA, C-O-M-U-N-I-C-A-! ___COLLETTIVO DI PSICOLOGIA 1e2 si INCONTRA mercoledì 8 ore 14 IV PIANO___ ------------------------------------------------------------------------------- LEGGE 133, L'UNIVERSITA' CADE A PEZZI, GOVERNI CHE CAMBIANO, LA PRIVATIZZAZIONE è ARRIVATA! Lo scorso luglio il governo Berlusconi ha lanciato l'ultima offensiva all'istruzione italiana: il decreto legge 112, che oltre alla scuola e all'università attacca gran parte del settore pubblico, contiene un percorso obbligato che porta alla fine dell'università pubblica in Italia. I principali punti del DL 112 sono: riduzione dell'FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) del 20% entro i prossimi cinque anni: 1,5 miliardi di euro in meno alle università italiane, 116 milioni di euro in meno solo alla Sapienza; tagli al personale docente e amministrativo di circa il 50% in cinque anni: nei prossimi due anni l'università potrà assumere una persona ogni cinque persone pensionate, e dal 2012 una ogni due persone pensionate; possibilità per le università italiane di diventare fondazioni private: se i tagli all'FFO risulteranno incolmabili, gli atenei saranno costretti a trovare aziende private non solo che le finanzino, ma che entrino anche nella loro gestione amministrativa. I Senati Accademici di molte università italiane prevedono entro i prossimi cinque anni di dover TRIPLICARE le tasse universitarie, non riuscendo altrimenti nemmeno a coprire gli stipendi del personale. Una politica così rigida sul turnover dei lavoratori impedirà la stabilizzazione dei precari e renderà ancora più difficile ai giovani laureati intraprendere la carriera accademica. Inoltre l'inserimento dei privati nelle amministrazioni universitarie farà sì che a guidare l'istruzione sia il profitto dei singoli e non la libera ricerca di base e la qualità del sapere. Questo DL è l'ultimo attacco di un processo iniziato più di dieci anni fa e portato avanti con continuità dai governi di centrodestra e da quelli di centrosinistra: lo stesso processo che ha portato all'istituzione dei numeri chiusi alle lauree triennali e specialistiche, agli aumenti delle tasse universitarie e all'ingresso di capitali privati nella ricerca pubblica. Gli atenei minacciano di non approvare il loro bilancio e rimandare l'inizio dell'anno accademico se il decreto legge non viene cambiato. Non possiamo rimanere a guardare mentre viene attuato l'ultimo passo verso la morte dell'istruzione pubblica: anche se le università non dovessero tener fede alle loro minacce, noi studenti dobbiamo mobilitarci. NON POSSIAMO PIÙ ASPETTARE È TEMPO DI LOTTARE!!!!! CONTRO OGNI FORMA DI PRIVATIZZAZIONE DELL'UNIVERSITA', DELLA RICERCA E DEL SAPERE! PER UN UNIVERSITA' PUBBLICA, APERTA, LAICA PER TUTTE E TUTTI!!! COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI____!!!!!la sapienza http://www.psicollettivo.org/index.p...id=92&Itemid=9
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Documento del Coordinamento dei Ricercatori dell’Università di Salerno
contro la Legge 133/2008 L’assemblea dei ricercatori, convocata il 18 settembre 2008 per discutere dei recenti provvedimenti governativi sull’Università, esprime la più profonda preoccupazione e la più ferma contrarietà alla Legge 133/2008 e in particolare ai seguenti provvedimenti: 1. la drastica limitazione del turnover del personale docente e tecnico-amministrativo per gli anni 2009-2011; 2. i tagli consistenti al Fondo di Finanziamento Ordinario dell’Università, pari a più di 500 milioni di euro per il prossimo triennio; 3. l’eventualità della trasformazione delle Università pubbliche in Fondazioni, con il trasferimento ad esse del patrimonio già in uso ai diversi atenei e con gravi ripercussioni sulle scelte di indirizzo di didattica e ricerca e sul trattamento economico e sullo stato giuridico del personale; 4. il differimento, per 12 mesi, con effetto dal 1° gennaio 2009, degli scatti stipendiali biennali di anzianità dei docenti e dei ricercatori e la diminuzione delle risorse destinate alla contrattazione integrativa per il personale non docente. Questi provvedimenti potrebbero determinare un aumento consistente delle tasse di iscrizione per gli studenti e compromettere il funzionamento dei nuovi ordinamenti didattici (ai sensi del D.M. 270/2004). Inoltre, avrebbero gravi conseguenze sulle attività di ricerca, sul ricambio del personale nonché sulla possibilità per studenti di diversa provenienza geografica e sociale di accedere ad una formazione universitaria di qualità. Queste misure prefigurano un progressivo disimpegno dello Stato nei confronti dell’Università pubblica, con effetti devastanti sul ruolo e sul profilo delle università italiane a livello nazionale ed internazionale. Per tali ragioni i ricercatori dell.Ateneo salernitano: - chiedono al Governo l’immediata modifica di tutte le norme sull’Università contenute nella Legge 133/2008; - invitano tutti i docenti, i ricercatori (compresi gli assegnisti, i dottorandi e il personale a contratto) e il personale non docente dell’Università di Salerno a sottoscrivere questo documento, inviando una email all’indirizzo iniziativa.ricercatori@gmail.com e a partecipare attivamente alla mobilitazione contro la Legge 133/2008; - invitano tutti i docenti e i ricercatori dell’Ateneo a chiedere ai Dipartimenti, alle Aree didattiche e alle Facoltà di appartenenza di inserire nei prossimi Consigli uno specifico punto all’ordine del giorno al fine di adottare iniziative concrete contro i provvedimenti del Governo sull’Università; - invitano tutti i docenti, i ricercatori, gli studenti, le organizzazioni sindacali, le associazioni studentesche e tutti i lavoratori dell’Università di Salerno a partecipare attivamente all’organizzazione e allo svolgimento dell’Assemblea Generale di Ateneo, che si terrà il 15 ottobre 2008, per discutere dei contenuti e degli effetti della Legge 133/2008 e per adottare comuni ed efficaci iniziative di mobilitazione e protesta, compresa l’eventuale decisione di rifiutare i carichi didattici non espressamente previsti dalla legge. Il Coordinamento dei Ricercatori di Salerno http://sinistracriticasalerno.org/20...ro-la-gelmini/
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NO ALLA LEGGE N^133 ex DL 112 TREMONTI!
Martedì 23 Settembre 2008 12:20 Filippo Riniolo E-mail Stampa PDF Siamo di fronte all’ennesima rivoluzione dell’università introdotta da un semplice comma dell’ex decreto 112, ora legge 133 di Tremonti sulla finanza pubblica! Questi tagli, che servono da copertura al taglio dell’ici e a un’azzardata manovra su Alitalia, stravolgono completamente il fondamento pubblico dell’istruzione: le università possono trasformarsi in fondazioni di diritto privato e ricevere donazioni esentasse sul modello delle charities americane. L’Udu ritiene molto pericolosa e allo stesso tempo ridicola una simile trasformazione epocale dell’Università per diversi motivi: PERICOLOSA PERCHE’ * l’autonomia didattica degli atenei non è garantita! Qualunque privato che investirà nell’università e nella ricerca, vorrà avere voce in capitolo sulle decisioni importanti, minando il carattere indipendente e libero della ricerca e della conoscenza! Attenzione: non stiamo dicendo che l’università non debba avere rapporti con il mercato del lavoro, ma qui si parla di aziende che esprimerebbero pareri vincolanti su ciò che studiamo! * non si hanno garanzie di nessun tipo sulla rappresentanza studentesca che, sebbene debba essere riformata per funzionare meglio, è ancora l’unico mezzo per avere voce in capitolo sulle scelte dell’università che ci riguardano da vicino! * la riduzione dei docenti , ovvero il blocco del turn over (si potranno sostituire solo al 20% i prof che vanno in pensione) comporterà disagi per i ricercatori precari, che saranno costretti ad emigrare all’estero per ottenere riconoscimenti professionali, ma anche per gli studenti che avranno a disposizione meno docenti, con conseguenze sulla qualità della didattica e sull’aumento dei numeri chiusi in tutte le facoltà. * la riduzione dell’FFO (fondo di finanziamento ordinario) è una delle più vergognose nella storia della nostra Repubblica: gradualmente si taglieranno fino a 455 milioni di euro nel 2013, partendo dai meno 63,5 milioni di questo di questo anno!!! Questo vorrà dire tasse più alte e servizi più scadenti! RIDICOLA PERCHE’: · Si parla di aziende private che vorranno investire nell’università: MA DOVE?? Lo sapete che persino le Università private ricevono pochissimi soldi dalle aziende? Le imprese italiane si mantengono con i soldi dello Stato: pensate all’Alitalia!Qui Tramonti ha fatto i conti senza l’oste! · Ammettendo che ci fosse qualcuno pronto ad investire nell’Università si creerebbero enormi disparità: vi saranno università di serie A ed università di serie B con particolari differenze tra Nord e del Sud! NON CREDERE ALLE FAVOLE, DIFENDI I TUOI DIRITTI! http://www.uduroma.it/news/221-unive...a-un-euro.html
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Riporto in seguito un documento scritto dal Senato Accademico dell’Università degli Studi di Torino circa la nuova riforma che interesserà tutto l'ambito accademico con, purtroppo, drastici tagli che coinvolgeranno la ricerca medica (e non solo).
"Il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Torino, preso atto delle misure relative all’Università decise dal Governo nella Manovra di Finanza Pubblica (D.L. 25 giugno 2008, n. 112), esprime profonda preoccupazione per un insieme di provvedimenti, la cui applicazione senza modifiche creerebbe gravi difficoltà all’intero sistema universitario italiano, già da tempo in condizioni sfavorevoli rispetto alle altre nazioni europee sia dal punto di vista dei finanziamenti alla ricerca e alla didattica sia dal punto di vista dell’organico e del rapporto docenti/studenti. Preoccupazioni che neppure il recente incontro del Ministro con CRUI e CUN ha permesso di attenuare. La diminuzione significativa del FFO sull’arco di tre anni disegna difficili prospettive non solo di sviluppo, ma anche di mantenimento degli attuali standard anche per Atenei come il nostro per cui i finanziamenti dello Stato coprono soltanto il 42% del totale delle risorse disponibili. Il drastico blocco del turnover ricade in un periodo che prevede numerosissime cessazioni per raggiunti limiti di età e porrà ostacoli molto seri all’offerta didattica e alla produzione scientifica degli Atenei limitando ancora ulteriormente l’accesso dei giovani alla carriera universitaria e alla ricerca con conseguenze disastrose per l’innovazione e la crescita futura del Paese. Ciò che più spiace, tuttavia, del complesso della manovra in riferimento all’Università è l’assenza di qualsiasi criterio di premialità per gli Atenei virtuosi, che in questi anni meglio hanno cercato di interpretare il loro ruolo in un'ottica di scelte di bilancio, di organico, di edilizia, di servizi agli studenti e di sviluppo della ricerca e dell’internazionalizzazione. La mancanza di ogni distinzione meritocratica che premi chi ha ben operato e non premi chi negli scorsi anni ha operato con politiche poco oculate o che hanno ignorato, ad esempio, il rispetto dei limiti di spesa del personale al 90% del FFO, si traduce paradossalmente in una penalizzazione dei virtuosi che vedono non apprezzati il loro sforzo e il loro impegno e pregiudicate progettualità costruttive e piani strategici equilibratamente predisposti e perseguiti. L’Università di Torino dal 2002 ha impostato un piano organico costruito sull’immediata disponibilità delle risorse man mano liberate dalle cessazioni dal servizio previste fino al 2012: ciò ha consentito alle Facoltà di avere di anno in anno un quadro preciso delle disponibilità di bilancio su cui operare chiamate e turnover e all’Ateneo di rinnovare il corpo docente per quasi il 50% dell’organico e inserire nei quadri della docenza centinaia di nuovi ricercatori. Scelte avvedute di bilancio hanno permesso sia di attrarre investimenti, sia di sviluppare una politica d’internazionalizzazione rivolta soprattutto ai livelli più alti del percorso formativo, sia ancora di impostare un programma edilizio di grande respiro con rilevanti ricadute socioeconomiche e urbanistiche sulla realtà torinese e piemontese. Ora tutto ciò rischia di essere compromesso da una politica che, oltre a dimostrare di non avere nei fatti ancora ben compreso il ruolo e il peso irrinunciabile che formazione universitaria e ricerca rivestono per la ripresa e lo sviluppo del Paese, si rifiuta di applicare seri criteri valutativi e sceglie la facile strada dei tagli indiscriminati in una drammatica prospettiva di progressivo e irreversibile disimpegno dello Stato dalle sue responsabilità di finanziatore del sistema universitario nazionale". Vi invito a prendere visione della Legge 133 per farvi un idea di quanto sconvolgerà la concezione di "Università". Personalmente sono in contatto con ragazzi delle varie facoltà di Torino e si stanno movimentando massicciamente. In particolare lunedì si terrà la prima seduta del Senato Accademico e per tale occasione ci si riunirà alle 15 sotto il Rettorato a fare un sit-in; il 10 ottobre si terrà una manifestazione che partirà da Palazzo Nuovo ma di cui non ho ancora informazioni certe. http://sanluigi.forumcommunity.net/?t=20294262
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