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#1 |
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Ospite
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ciao, volevo chiedervi qual'è la differenza di fondo tra i tre stadi di aggregazione..vorrei un articolo molto approfondito..grazie
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#2 |
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Ospite
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La materia che è qualsiasi corpo dotato di massa e carica elettrica esiste in tre stati di aggregazione. Prima di definirli premetto che la materia è sempre intrisa di energia, la quale può essere potenziale o cinetica, ma preferirei fermarmi per non andare fuori tema.
Lo stato solido presenta molecole (dette anche particelle) ben ordinate, dotate di poca energia cinetica (Ek) che li fa muovere poco, infatti le particelle che costituiscono un solido possono solo vibrare; e più energia cinetica hanno più vibrano; e più vibrano più trasmettono calore ad un corpo meno caldo (se un corpo è molto caldo al nostro tatto è perchè le particelle di quel corpo vibrano molto, quindi hanno più Ek delle particelle della nostra mano, e ci trasmette calore, che non è altro di una forma di energia in transito da un corpo più caldo ad uno più freddo). Inoltre le particelle dei solidi sono dotati di una notevole forza di coesione (che le tiene unite). Lo stato liquido è costuito da particelle più disordinate, dotate di massa propria e volume del recipiente che le contiene. Le particelle possono, oltre che vibrare, anche ruotare su se stesse e traslare (di poco), quindi sono dotate di Ek vibrazionale, rotazionale e traslazionale. Possiedono scarsa forza di coesione. Il gas infine è costituito da particelle rade, dotate di elevatissima energia cinetica (infatti le particelle del gas si muovono molto velocemente) e scarsissima forza di coesione. I gas non hanno ne massa ne volume proprio. A questo punto ti propongo una riflessione: ma se l'Energia cinetica è strettamente correlata con il calore (più ce n'è, più un corpo trasmette calore) allora come mai le molecole di gas non sono caldissime?? Per il semplice fatto che sono molto rarefatte, e non solo di rado inzuccano contro le pareti di un altro corpo a cui trasmettono calore. Se l'Energia cinetica che hanno i gas ce l'avessero le molecole di un solido questo sarebbe molto caldo per il fatto che le sue molecole sono più numerose e meno rarefatte. Spero di essere stato abbastanza chiaro; ti ho esposto l'argomento a livello universitario-scientifico, non da scuole superiori. |
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#3 |
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Ospite
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grazie molto gentile..
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#4 |
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Ospite
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ma quali sono le forze in questione? io ho sentito parlare anche di forze elastiche nei solidi ma è vero?grazie
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#5 |
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Ospite
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Le forza in questione è la forza di coesione, ovvero quella forza che tiene unite le particelle, dovuta all'attrazione tra esse.
In poche parole, più due particelle si attraggono più c'è forza di coesione e più stanno vicine. Per quanto riguardi le forze elastiche probabilmente ti riferisci all'elasticità che hanno i solidi (che non è una forza), ma è la capacità di un corpo (specie solido) di opporre resistenza meccanica alle forze che agiscono su di esso e di riacquistare la propria forma iniziale quando queste forze terminano. |
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#6 |
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Ospite
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io so che ci sono interazioni tra molecole (forze di van der waals) e si formano vari tipi di legame..esattamente come si dispongono le molecole nei tre stati di aggregazione?grazie
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#7 |
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Ospite
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purtroppo non sono in grado di risponderti in modo chiaro ed esauriente (io faccio geologia non chimica)
Posso dirti che le forze di van der vaals sono deboli legami intermolecolari dovuti all'attrazione elettrostatica tra molecole. Le molecole nei solidi hanno una struttura cristallina (quasi tutte), ovvero un' alternanza regolare di ioni + e - (nel caso di composti solidi ionici); oppure la disposizione secondo il modello della repulsione delle coppie elettroniche del guscio di valenza VESPR che è piuttosto complicato e poco chiaro anche a me per cui non mi sento di spiegarti. Brevemente dice che le molecole sono formate in base alla lontananza delle coppie elettroniche, le quali devono stare il più lontano possibile. |
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#8 |
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Junior Member
Registrato il: 12-11-2005
Messaggi: 0
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Legge di Van der Waals
Il comportamento dei gas reali spesso si discosta anche sensibilmente da quanto previsto dall’equazione dei gas perfetti. Per fornire una buona descrizione dei gas reali sono state quindi proposte alcune modifiche alla legge PV = RT. Particolarmente utile e molto nota è la legge di Van der Waals: (P + a/V2) (V - b) = RT, dove a e b non sono costanti universali, bensì due parametri ai quali devono essere assegnati valori opportuni, ricavabili per via sperimentale. Anche la legge di Van der Waals può essere interpretata a livello microscopico: le molecole interagiscono tra loro per mezzo di forze a corto raggio che sono fortemente repulsive a piccola distanza, diventano debolmente attrattive a distanza media e si annullano a grande distanza. La mutua repulsione tra molecole proibisce alle particelle di occupare posizioni particolarmente ravvicinate e di conseguenza una parte dell’intero volume non è disponibile al moto casuale: nell’equazione di stato questo volume "proibito" (b) deve essere sottratto al volume del recipiente (V), ottenendo (V - b). Transizioni di fase A basse temperature (quindi in condizioni di scarsa mobilità molecolare) e ad alte pressioni o a volumi ridotti (ridotto spazio intermolecolare), le molecole di un gas risentono delle forze attrattive delle altre molecole. In determinate situazioni critiche i legami diventano così intensi che l’intero sistema entra in uno stato caratterizzato da maggiore densità e acquista un volume proprio: in altre parole si verifica una transizione di fase tra lo stato gassoso e quello liquido. Queste trasformazioni vengono descritte relativamente bene dalla legge di Van der Waals, tuttavia nella maggior parte dei casi richiedono l’uso di formule più complicate. |
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#9 |
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Ospite
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grazie..e complimenti!!!!!!!!!!!!!!
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