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  1. #1

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    Predefinito Riassunto Un paio d'occhiali Anna Maria Ortese

    Grazie mille!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    A margybovenzi Piace questo elemento.

  2. #2
    giuseppetumbarello94
    Ospite

    Predefinito =)

    Ragazzi cerco il riassunto del brano "un paio di occhiali" di anna maria ortese" aiutatemi please.

  3. #3
    giuseppetumbarello94
    Ospite

    Predefinito

    Hai per caso tu il riassunto un paio di occhiali.. ???????

  4. #4

    Registrato dal
    Apr 2013
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    1

    Predefinito

    E' la storia di una tipica famiglia napoletana che viveva in un basso,piccola abitaziona a ridosso della strada a un solo piano abitata da gente molto povera. Una famiglia che riusciva ad andare avanti grazie all'aiuto di una zia,zi' Nunzia, la quale aveva permesso alla terzogenita di questa famiglia,Eugenia,di mettere gli occhiali perché era mezza cecata.
    Eugenia, finalmente, un giorno si mise gli occhiali. Lo aveva sperato, desiderato, sognato a lungo, quel momento.Era troppo, troppo contenta. Una settimana prima, con la zia, era stata da un occhialaio di via Roma, e quando posò le lenti sul suo naso le sembrò di ‘vedere’ per la prima volta, e pensò a quante belle cose ti offre il mondo: pullover colorati, vecchietti con la barba bianca, «negozi bellissimi, con le vetrine come specchi, piene di roba fina». Da quella volta il suo sogno di possedere un paio di occhiali si era fatto ancora più intenso: «aveva avuto una vera rivelazione: il mondo, fuori, era bello, bello assai» e lei fino ad allora era stata come avvolta in una nebbia.
    Era così entusiasta dei suoi occhiali che oramai tutto il cortile aveva saputo la notizia,sia per il suo entusiasmo sia a causa si zia Nunzia,che metteva sempre in evidenza il fatto che se non fosse per lei quella famiglia non andrebbe avanti.
    Durante l'attesa dei suoi occhiali zi' Nunzia aveva mandato Eugenia da don Vincenzo a comprare le caramelle,ma la bambina veniva sempre buttata indietro e perciò tornò a casa con molto ritardo,e ad aspettarla trovo solo degli schiaffi sulla faccia e il fratellino,Pasqualino,pronto a prendersi gioco di lei.
    Fortunatamente in quel momento arrivò sua mamma,donna Rosa,con gli occhiali.
    Eugenia,tenendoseli stretti con le mani,andò fuori al cortile per guardare fuori,ma ciò che vedeva era nettamente diverso rispetto a ciò che aveva visto una settimana prima fuori al negozio dell'occhialaio a via Roma.
    Alla visione di carretti che cadevano,balconi vecchi e miserabili,il selciato bianco di acqua saponata, le foglie di cavolo, i pezzi di carta, i rifiuti, la piccola Eugenia si piegò in due e iniziò a vomitare.
    Tutti erano preoccupati per la bambina,tutti tranne sua zia Nunzia,che era solo occupata a piangere al pensiero che le sue ''ottomila lire vive vive'' erano statre spese inutilmente.
    Il malessere di Eugenia si placa solo quando toglie gli occhiali,i quali rappresentano lo strumento della conoscenza della realtà,ma subito dopo il rifiuto di essa.

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