L'ho scritto anche in un'altra sezione, ma ho sbagliato. Potreste aiutarmi a individuare elementi di naturalizzazione dell'uomo e mi spieghereste il valore delle lodi nelle riprese nella suddetta poesia?
L'ho scritto anche in un'altra sezione, ma ho sbagliato. Potreste aiutarmi a individuare elementi di naturalizzazione dell'uomo e mi spieghereste il valore delle lodi nelle riprese nella suddetta poesia?
Ecco qualche spunto di riflessione per l'analisi di cui hai bisogno!
La sera fiesolana è ambientata nella campagna di Fiesole, che presenta un tipico paesaggio collinare toscano, attraversato dall’Arno. La poesia è divisa in tre strofe, seguite da una ripresa di tre versi, sotto forma di lodi. In essa si racconta di una sera di fine primavera, nella campagna, dove è appena finito di piovere.
Per quanto riguarda gli elementi di naturalizzazione, D’Annunzio non si limita a descrivere il personaggio, ma tende ad umanizzarlo, attribuendogli sensazioni e azioni umane: la campagna prova il sentimento della speranza e compie l’azione di berla, i germogli dei pini sono dita che giocano con l’aria, le fonti parlano e i colli sono sorridenti. Sull’asse dell’umanizzazione degli aspetti naturali che si compie il processo di compenetrazione tra poeta e natura.
Per quanto riguarda il valore delle lodi, i versi di lode alla Sera, che si alternano alle strofe, operano un processo di antropomorfosizzazione del momento temporale che assume le sembianze di una donna amata e viene lodata, quindi, per il suo viso di perla, per il suo sguardo, per i vestiti profumati e per la cintura che la cinge.
Nella prima lode, la sera è descritta come una divinità femminile che si materializza in una panica presenza. Il tema personificante degli “occhi umidi” richiama le pozze d’acqua, prodotte dalla pioggia appena caduta, ora silenziosa viste come refrigerante e muta acqua del cielo.
Nella seconda lode, l’immagine religiosa dei fratelli olivi anticipa quella tutta sensitiva dei profumi intensi della Sera che la recingono e la penetrano con forza, proprio come il salice consolida il covone di fieno. Si rafforza la sensazione panica di immersione-appartenenza all’entità naturale.
La terza ed ultima lode è dedicata alla morte della Sera, per il suo trascolorare nella notte, attraversata solo dal bagliore di qualche stella. E’ attesa trepidante di questo mistero ancora più oscuro che rivela l’unità del Tutto: un’altra forma di panismo.
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